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Certificazioni del pellet

Certificazioni del pellet


Un pellet certificato risponde a parametri dettati dall’ente certificatore.
Le norme di certificazione variano da Paese a Paese:

  • Austria: Önorm M7135
  • Germania: DIN 51731 e DIN Plus
  • Gran Bretagna: The British Biogen Code of Practice for Biofuel
  • Stati Uniti d’America: Standard Regulations & Standards for pellet in the US (The PFI)
  • Svizzera: SN 166000
  • Svezia: SS 187120


Attualmente in Ucraina e in Russia non esistono standard di qualità del pellet.
I prodotti però si orientano principalmente sullo standard tedesco Din Plus.


Dal 1 gennaio 2010 sono validi in Europa i nuovi standard di qualità EN 14961-2, che sono confermati dal certificato internazionale EN Plus.


Secondo questo sistema internazionale vi sono tre classi di qualità:

  1. EN Plus A1
  2. EN Plus A2
  3. EN Plus-B


In qualsiasi classe di qualità non è consentito che il materiale venga trattato chimicamente.
Inoltre, secondo la norma ISO 17020 e ISO 17025, controlli esterni sui siti di produzione sono effettuati una volta all’anno da istituti di prova accreditati. Ulteriori controlli sono previsti, se necessario.


Esaminiamo le varie certificazioni...


DIN Plus

Questa norma prescrive che il pellet venga prodotto con materiale di partenza “legno vergine” privo di contaminanti (colle, conservanti, preservanti).
Nella fabbricazione è tuttavia permesso l’impiego di termo agglutinanti vegetali non chimicamente modificati (farine di frumento, segale o amido) che però non possono superare il 2% del prodotto.
Il pellet può essere chiaro o scuro. Viene normalmente insaccato su buste che riportano il nome del produttore, le caratteristiche principali e la dicitura “Norma DIN Plus”.


Önorm M7135


Anche questa norma, come la Din Plus, prescrive che il pellet venga prodotto con materiale di partenza “legno vergine” privo di contaminanti (colle, conservanti, preservanti).
Nella fabbricazione è tuttavia permesso l’impiego di termo agglutinanti vegetali non chimicamente modificati (farine di frumento, segale o amido) che però non possono superare il 2% del prodotto.
Il pellet può essere chiaro o scuro. Viene normalmente insaccato su buste che riportano il nome del produttore, le caratteristiche principali e la dicitura “Önorm M7135”.
Il produttore del pellet deve stipulare un “contratto di sorveglianza” con un accreditato istituto di analisi che eseguirà una verifica iniziale e, successivamente, una verifica senza preavviso una volta all’anno.
Inoltre, il fabbricante deve regolarmente procedere ad autoverifiche settimanali del peso specifico, del contenuto idrico e del residuo di sfregamento e tenere anche un registro degli agglutinanti impiegati.


SN 166000


La normativa vigente in Svizzera dove sono contenuti tutti i criteri di produzione dei pellet è la SN 166000.
Suddetta norma è identica all’antecedente DIN 51731.


DIN 51731


La normativa DIN 51731 giudica le qualità e l’idoneità dei pellet solo in parte, rispetto alle altre normative più severe.
I valori limite sono molto ampi e lasciano quindi a disposizione del produttore uno spettro dei singoli parametri molto ampi.
Mancano, in questo caso, i controlli esterni sul pellet.

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Amministratore e titolare dell'azienda