La storia del pellet

La storia del combustibile ricavato dagli scarti di lavorazione del legno. Vi siete mai chiesti da dove nasce la storia del pellet? Ecco come i residui di scarto della lavorazione del legno sono diventati uno dei combustibili maggiormente adoperati dalle famiglie. La storia del pellet e il suo utilizzo nel settore delle energie alternative, si collocano tra gli anni ’70 e i primi anni ’80. La crisi energetica mondiale degli anni ’70, infatti, spinge la ricerca tecnologica a cercare nuove fonti alternative.

Il pellet cambia così la sua funzione. Dal settore della mangimistica, la sua produzione evolve per essere adattata al settore delle energie rinnovabili. Nei primi ’80, negli Stati Uniti e in Canada, nascono i primi insediamenti industriali per la produzione...

Nozioni generali sul pellet


Sicuri di sapere tutto?
Il pellet di legno è un combustibile densificato derivante da un processo industriale attraverso il quale la materia prima (principalmente trucioli e segatura) viene trasformata in piccoli cilindri con diametro variabile da 6 a 8 mm e lunghezza di 10-30 mm.
Queste trasformazioni avvengono tramite essiccazione e compressione della materia prima. La capacità legante della lignina, contenuta nella legna, permette di ottenere un prodotto compatto senza aggiungere alcun collante, idrocarburi ed aggreganti vari.
Si ottiene così un combustibile naturale ad alta resa.
I tipi di pellet in commercio sono molti, dalle tante caratteristiche...

Fasi della produzione del pellet


Il processo riguardante la produzione del pellet prevede più fasi di preparazione della materia prima per permettere all’impianto di lavorare efficacemente.
Le principali operazioni finalizzate all’ottenimento del prodotto finito sono di seguito elencate:

Certificazioni del pellet


Un pellet certificato risponde a parametri dettati dall’ente certificatore.
Le norme di certificazione variano da Paese a Paese:

  • Austria: Önorm M7135
  • Germania: DIN 51731 e DIN Plus
  • Gran Bretagna: The British Biogen Code of Practice for Biofuel
  • Stati Uniti d’America: Standard Regulations & Standards for pellet in the US (The PFI)
  • Svizzera: SN 166000
  • Svezia: SS 187120....

10 semplici motivi per scegliere il nocciolino di sansa


Il nocciolino di sansa vergine d'oliva è un prodotto naturale, ottenuto solo ed esclusivamente con procedimenti meccanici durante la lavorazione delle olive.
Durante la fase di estrazione dell'olio extra vergine d'oliva dalle olive, le moderne tecniche hanno permesso di
valorizzare un ulteriore prodotto naturale, il nocciolino di sansa vergine, ottenuto grazie a specifiche macchine (chiamate separatori di nocciolino) che sfruttano la sola forza centrifuga.

Il mercato del pellet in Italia e nel mondo


In Italia vi sono circa 80 produttori di pellet, di cui oltre il 70% sono presenti nelle regioni del Nord Italia.
Le aziende del Centro e del Sud Italia, nonostante siano di numero inferiore rispetto alle aziende presenti sul territorio del Nord Italia, sono diffuse su tutto il territorio nazionale.
Tuttavia, diverse imprese produttrici dal 2005 in poi hanno abbandonato l’attività di produzione per intraprendere l’attività di vendita e commercializzazione del pellet dopo che, secondo i dati raccolti, il mercato ha registrato un andamento atipico.

Tipi di pellet

Pellet di abete
Probabilmente è il più blasonato in Italia, ma non solo.
Che sia di abete bianco o rosso, non fa differenza perché sono equiparabili.
Non a caso, la maggior parte del pellet di abete proviene da Austria e Germania, due Nazioni che hanno grandi disponibilità di boschi di abete.
I prodotti certificati EN Plus A1, vengono realizzati con criterio, senza aggiunte o mancanze, nel rispetto dei processi.

Vantaggi e svantaggi del pellet

VANTAGGI

Il vantaggio più evidente del pellet rispetto alla legna è la comodità.
Il pellet è fornito in sacchetti sigillati di plastica da 15 kg, facili da trasportare, immagazzinare ed utilizzare.
Il serbatoio della maggior parte delle stufe consente da 50 sino a 80 ore di funzionamento a regime minimo, raramente
una stufa deve essere caricata più di una volta al giorno, spesso sono sufficienti un paio di cariche a settimana.

La cenere del pellet


La cenere del pellet può essere utilizzata come fertilizzante.
Essa contiene potassio e fosforo, due sostanze molto utili per arricchire il terreno.
Inoltre, vi è anche molta quantità di calcio, che è necessario per ridurre l’acidità del terreno.
Serve anche a scacciare alcuni parassiti, come lumache, chiocciole e limacce dato che essendo una sostanza polverosa, la cenere si attacca alle parti molli dei loro corpi, facendoli seccare.
L’unico svantaggio è quello di fare attenzione alle sostanze nocive presenti nel pellet come colle, vernici e solventi.