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Nozioni generali sul pellet!

Sicuri di sapere tutto?

Il pellet di legno è un combustibile densificato derivante da un processo industriale attraverso il quale la materia prima (principalmente trucioli e segatura) viene trasformata in piccoli cilindri con diametro variabile da 6 a 8 mm e lunghezza di 10-30 mm.

Queste trasformazioni avvengono tramite essiccazione e compressione della materia prima. La capacità legante della lignina, contenuta nella legna, permette di ottenere un prodotto compatto senza aggiungere alcun collante, idrocarburi ed aggreganti vari.

Si ottiene così un combustibile naturale ad alta resa.

I tipi di pellet in commercio sono molti, dalle tante caratteristiche:

  • Il colore
  • Il potere calorifero
  • La composizione
  • Il grado di purezza
  • Il contenuto di umidità
  • La durabilità meccanica
  • Il contenuto di ceneri residuo
  • Le certificazioni

Il colore.

Non è il colore che determina la qualità del pellet. Di conseguenza, non è possibile affermare che il pellet chiaro è di qualità o il pellet scuro è di qualità. Ma è bene notare se ha colori strani.

Il potere calorifero.

Trattandosi di un combustibile, la caratteristica più importante per la determinazione della qualità è sicuramente la sua capacità di produrre energia termica durante la combustione nei diversi dispositivi.

La composizione.

Il prodotto finale non deve assolutamente contenere elementi al di fuori di quelli presenti nel prodotto di partenza. Da qui, la necessità di controllare la presenza di elementi chimici non caratteristici del legno quali il cloro, l’azoto, lo zolfo e i metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio e cromo). Questi sono gli elementi su cui dovete puntare maggiormente l‘attenzione in quanto indicativi della presenza di prodotto estraneo al legno e che, tradizionalmente, possono trovarsi in occasione di lavorazioni industriali basate su trattamenti di tipo chimico.

Il grado di purezza.

I produttori di pellet disonesti “allungano” il prodotto con terra, argilla, cartone, vecchi mobili e altra sporcizia varia. Se trovate la dicitura “Legno di origine vegetale” sta a significare che il legno non è vergine e potrebbe essere stato trattato con sostanze spesso nocive, quali vernici, impregnanti, colle o altro.

Il contenuto di umidità.

Il contenuto idrico, all’interno del pellet, è un dato molto importante e deve essere compreso tra il 10 e il 14% per un ottima resa.

La durabilità meccanica.

Questa caratteristica è un aspetto di tipo meccanico e fisico. E’ la capacità del prodotto di mantenere stabile la struttura a seguito degli urti nel corso della sua movimentazione e trasporto. Se agitando un sacco e si forma poca polvere, il pellet è di ottima qualità.

Il contenuto di ceneri residuo.

Il pellet dovrebbe contenere un basso quantitativo di ceneri, rappresentate dalla parte inorganica del materiale che rimane residua al termine della combustione. Minore è il valore delle ceneri residue, maggiore è la resa del pellet.

Le certificazioni.

In Italia, ma anche in tutto il resto del mondo, vi sono in vigore specifiche normative che regolano la produzione e la distribuzione del pellet.

Acquistando un prodotto non certificato, si ha il rischio che il pellet contenga sostanze nocive, che una volta bruciate verrebbero immerse nell’atmosfera e respirate da chi vive all’interno e/o intorno, vanificando del tutto il vantaggio di aver scelto una soluzione ecologica.

Le differenze di qualità nei pellets possono essere enormi, con conseguenze pesantissime sull’esercizio di riscaldamento. I pregi del prodotto si rendono evidenti durante il processo di combustione.

A volte un pellet più caro può essere decisamente più economico e sicuro per la vostra salute e la salute dei vostri figli!

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